Studio Medico Dentistico Attanasio

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Come spazzolare i denti

Quando e come va usato lo spazzolino denti?

Lo spazzolino va usato regolarmente dopo i pasti per rimuovere residui di cibo e placca batterica che si depositano sulla superficie di denti e gengive.

La tecnica di spazzolamento dovrà tenere conto dell'età del paziente, dell'abilità di ciascuno e della situazione paradontale.

L'igienista dentale saprà consigliare la tecnica di spazzolamento più adatta a ciascuno.

Qual è il metodo più corretto per spazzolare i denti?

La tecnica migliore è quella che permette di rimuovere la maggior quantità di batteri senza arrecare alcun danno ai tessuti.

Sono da evitare spazzolamenti in orizzontale e in verticale che creano traumi continui che portano a fenomeni di ipersensibilità dentinale con usura dei denti e ritiro gengivale: il paziente sentirà quindi male con i cibi troppo caldi o troppo freddi o durante lo spazzolamento.

Come si spazzolano i denti?                             

I denti vanno spazzolati a bocca leggermente aperta, le guance devono essere rilassate il più possibile in modo da essere spostate per raggiungere meglio le zone posteriori, è importante spazzolare dietro l'ultimo dente.

Lo spazzolamento inizia con uno strofinamento energico nel senso orizzontale delle superfici masticanti, anche per distribuire meglio il dentifricio, e poi si passa alla pulizia della parte esterna dei denti, latestina dello spazzolino viene posizionata in senso orizzontale con le setole lungo il bordo gengivale.

Si esegue una leggera pressione per inserirle meglio negli spazi interdentali e si ruota partendo dalla gengiva e andando verso la parte coronale del dente, si ripete il movimento 4 o 5 volte per ogni zona, partendo dalla parte posteriore arrivando fino al cento della bocca per tutti e quattro i settori. Dopodiché si passa alla pulizia della parte interna della bocca, si posiziona lo spazzolino allo stesso modo e si esegue lo stesso movimento, tranne nella parte anteriore dove lo spazzolino viene posto in posizione verticale. Si passa poi alla pulizia della lingua con movimenti più delicati.

Come fare a pulire bene le zone posteriori della bocca?

Alcuni pazienti hanno difficoltà a raggiungere le zone posteriori della bocca perchè viene loro stimolato il senso del vomito, in questo caso può essere utile utilizzare spazzolini con testine più piccole e sputare la schiuma del dentifricio per evitare che questa si accumuli nella parte posteriore della bocca. Possiamo consigliare anche spazzolini monociuffo che essendo più piccoli permettono di raggiungere meglio le zone posteriori e vengono utilizzati anche in caso di affollamento.

Come si usa lo spazzolino elettrico?

Per quanto riguarda lo spazzolino elettrico la tecnica da utilizzarsi prevede la posizione della testina con le setole perpendicolari con la superficie del dente ponendole anche un poco lungo il bordo gengivale. Si esegue una leggera pressione facendo una piccola vibrazione in modo da inserire le setole meglio negli spazi interdentali, ci si sofferma qualche secondo su ogni dente e ci si sposta pulendo un dente alla volta.

Si esegue la pulizia nella parte esterna della bocca e nella parte interna.


Pulizia interdentale: filo, scovolino, stuzzicadenti

Perché la pulizia interdentale è importante?
Lo   spazzolino   permette di pulire le superfici dei denti ma raggiunge con fatica gli   spazi interdentali, soprattutto dei denti posteriori che sono più grandi, è necessario quindi trovare l'ausilio dentale più adatto a noi.
I   problemi gengivali   e le   carie   si originano generalmente dagli spazi interdentali che sono le zone che trattengono il maggior numero di   batteri   e residui di cibo, soprattutto se sono presenti restauri,   capsule e otturazioni   che rappresentano zone di maggior ritenzione.

Come agisce il filo interdentale?
Il filo interdentale crea uno strofinamento sulla superficie dei denti che rimuove i residui di cibo e i batteri. Non deve essere usato per pulire lo spazio, ma deve essere avvolto intorno al dente per pulirne la superficie.

Quali tipi di fili interdentali esistono?
Esistono   fili piatti   e   fili a sezione rotonda. I fili piatti se non utilizzati correttamente risultano più lesivi sui tessuti gengivali perchè presentano 2 margini più taglienti mentre i fili rotondi sono meno traumatici anche se sono più grandi. Maggiore è la   ruvidità   di superficie del filo e migliore sarà la capacità pulente, per questo esistono fili che vengono cerati per scorrere meglio e sfilacciarsi meno .

Come si usa il filo interdentale?
Per utilizzare il filo interdentale prendiamo circa 40 cm di filo, lo avvolgiamo sul dito medio di entrambe le mani in modo da formare un archetto. Pollice e indice serviranno per guidare meglio il filo. Lo infiliamo con piccoli movimenti orizzontali nello spazio interdentale e abbracciamo completamente la superficie del dente in modo da formare una C.
Strofiniamo sempre con dei movimenti in orizzontale la superficie di entrambi i denti, prima da un lato poi da un'altro. Sempre facendo questi piccoli movimenti in orizzontale usciamo dallo spazio interdentale. Questo movimento va ripetuto in tutti gli spazi interdentali. Esistono degli strumenti che hanno il filo già montato e possono essere utilizzati in presenta di bocche troppo piccole o mani troppo grandi e hanno il vantaggio di essere utilizzati senza dover inserire le mani in bocca.

Come funziona invece lo scovolino?
Un'altro strumento per la pulizia interdentale è lo   scovolino. Lo scovolino si utilizza quando con il tempo gli spazi tra un dente e l'altro cominciano a diventare sempre più grandi. Esistono scovolini di dimensioni differenti a seconda della dimensione dello spazio, abbiamo scovolini con il manico lungo con il manico corto, con punte intercambiabili, modelli tascabili. Lo scovolino dovrebbe effettuare un lieve attrito sui denti in modo da   rimuovere la placca batterica   sulle superfici dei denti e un massaggio sulla gengiva. è importante quindi trovare la misura più adatta a seconda delle esigenze.

Esistono altri metodi di pulizia interdentale?
Esistono altri strumenti per la pulizia interdentale che sono gli   stuzzicadenti interdentali, abbiamo gli stuzzicadenti in legno e stuzzicadenti in plastica. Gli stuzzicadenti in legno sono più morbidi, si adattano meglio alla superficie dei denti ma hanno lo svantaggio che si rompono più facilmente, mentre gli stuzzicadenti in plastica hanno una durata maggiore, ma sono un pochino più rigidi e quindi non si adattano alla superficie che andiamo a pulire.

Quali sono i vantaggi rispetto al filo interdentale?
Scovolini e stuzzicadenti interdentali permettono oltre a pulire la superficie dei denti di eseguire un massaggio   gengivale, cosa che il filo invece non fa. Lo stuzzicadenti pulisce nello spazio interdentale esercitando una leggera pressione si strofina la superficie dei denti. Sarà l'igienista dentale ad indicare qual'è lo strumento più adatto per la pulizia interdentale tenendo conto che il filo interdentale lavora meglio nel punto in cui i denti si toccano, mentre lo scovolino come lo stuzzicadenti ha un'azione maggiore sulla gengiva.


Prevenzione e igiene orale

Che cosa occorre per mantenere la bocca in buona salute?

Per mantenere la bocca in buona salute è importante rimuovere quotidianamente la placca batterica.

Che cos'è la placca batterica e quali problemi può causare?

La placca batterica è una patina appiccicosa che si accumula sulla superficie dei denti e delle gengive, principalmente lungo il bordo gengivale e negli spazi interdentali, cioè tra un dente e l'altro.

Tutti quei depositi che non vengono rimossi con il tempo portano alla formazione di problemi ai denti con le carie e di problemi alle gengive, o meglio del parodonto, cioè tutto il sistema di tessuti di sostegno del dente, con la formazione della malattia parodontale.

Che cos'è la malattia paradontale?

La malattia parodontale inizia con una gengivite che è una patologia reversibile e si manifesta con infiammazione e sanguinamento.

Tutti quei batteri che si trovano all'interno della gengiva, con il tempo si moltiplicano e si spingono sempre più in profondità, andando a distruggere i tessuti che sostengono il dente, in modo particolare l'osso. Abbiamo così la parodontite, una patologia irreversibile che coinvolge i tessuti di sostegno del dente.

Una perdita cospicua di osso può portare con il tempo alla perdita della stabilità del dente.

Che cos'è il tartaro?

La placca batterica, se non rimossa, con il tempo calcifica e si trasforma in tartaro, un deposito duro che lo spazzolino non è più in grado di rimuovere, a quel punto si rende necessario l'intervento del dentista o dell'igienista.

Ogni quanto è opportuno recarsi dal dentista?

Importanti sono le visite periodiche con il dentista o l'igienista dentale. Almeno una volta all'anno bisogna rivolgersi a loro per individuare in fase precoce lesioni anche importanti come i tumori o le lesioni precancerose che se diagnosticate per tempo possono anche avere una miglior prognosi.

Potete rivolgervi all'AIDI, Associazione Igienisti Dentali, per cercare l'igienista dentale più vicino a voi o anche soltanto per avere informazioni su come fare a mantenere una bocca in salute.

Quali sono le regole d'oro per mantenere la bocca in salute?

Per concludere, per mantenere una bocca in salute è importante spazzolare i denti dopo ogni pasto.

Importante è soprattutto il come spazzolare, non quante volte spazzolare, quindi una tecnica corretta di spazzolamento verrà indicata dall'igienista in base alle esigenze di ciascuno.

È importante mantenere un corretto stile di vita, un'alimentazione sana e seguire periodicamente le visite di controllo con il dentista o con l'igienista.

Scegliere lo spazzolino da denti

A cosa serve lo spazzolino?

lo strumento più adatto per la rimozione della placca batterica è lo spazzolino, che deve essere personale per evitare di trasmettere batteri da una bocca all'altra. Deve essere conservato con cura e cambiato frequentemente.

Qual è lo spazzolino ideale?

Quello più adatto ha un manico con un'impugnatura ergonomica per non scivolare o ruotare durante l'uso. La testina deve essere abbastanza piccola in modo da poter raggiungere tutte le zone della bocca, soprattutto le zone posteriori.

Le testine con setole ad altezza diversa o setole incrociate permettono una miglior pulizia degli spazi interdentali. Alcune testine hanno degli inserti in gomma che hanno una funzione massaggiante sulla gengiva o sbiancante sui denti a seconda della loro posizione.

Le setole devono essere artificiali e non naturali, le setole naturali hanno un interno cavo, assorbono più facilmente l'acqua, e diventano il substrato per la formazione di muffe e di batteri, hanno diametri irregolari, si spezzano con facilità diventando quindi più aggressive per la gengiva.

Come si sceglie la durezza delle setole?

La durezza della setola dipende dal diametro, spazzolini con setole troppo morbide risultano meno efficaci nella rimozione della placca batterica e vengono utilizzati in casi particolari ad esempio in seguito ad eventi di chirurgia o su gengive particolarmente delicate. La setola ideale è una setola media, mentre setole troppo dure risultano essere particolarmente aggressive su gengive e denti.

Alcuni spazzolini hanno sulla parte della testina una superficie irregolare in gomma che funge da pulisci lingua.

Quando va sostituito lo spazzolino?

Quando le setole cominciano a piegarsi lo spazzolino deve essere sostituito, alcuni spazzolini presentano degli indicatori colorati che indicano quando è il momento di cambiarlo.

Che tipi di spazzolini esistono oltre a quello tradizionale?

Un'alternativa allo spazzolino manuale è quello elettrico, esistono diverse testine a seconda delle indicazioni d'uso, alcuni sfruttano anche l'azione generata dalle apparecchiature utilizzate dall'igienista.

Esistono spazzolini particolari come ad esempio lo spazzolino monociuffo che è uno spazzolino più piccolo che serve per raggiungere meglio le zone difficili della bocca. Oppure lo spazzolino succulare, che è uno spazzolino più stretto per lavorare meglio al di sotto della gengiva. Poi abbiamo lo spazzolino ortodontico che è uno spazzolino che presenta una particolare forma della testina che si adatta meglio alle apparecchiature ortodontiche e fisse. Abbiamo inoltre degli spazzolini che hanno un manico facilmente modellabile e possono essere utilizzati da persone che hanno disabilità fisiche.

Quanto tempo va dedicato al lavaggio dei denti?

L'efficacia dello spazzolamento dipende sia dal tempo impiegato, che deve essere di almeno 2 minuti, sia dalla tecnica utilizzata che viene suggerita dall'igienista. È molto più importante come si spazzolano i denti, piuttosto che il tempo che impieghiamo nello spazzolamento ed è indifferente utilizzare lo spazzolino manuale o elettrico ai fini della rimozione della placca perchè quello che conta è il modo in cui utilizziamo lo strumento.


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